Disciplinare di produzione

cow-740939_960_720_allungataDisciplinare di produzione del Latte Nobile

Art. 1 Finalità

1.”Latte Nobile” è un modello di sviluppo zootecnico ideato da Roberto Rubino e implementato da “A.N.FO.S.C” Onlus- Associazione Nazionale Formaggi Sotto il Cielo” Onlus-. Il marchio Latte Nobile è stato registrato da Anfosc in data 20 dicembre 2010 presso la Camera di Commercio, Industria, Agricoltura e Artigianato di Salerno (protocollo/numero di repertorio n° 0001393032).

Il marchio “Latte Nobile” identifica la tipologia di prodotto definita nel successivo articolo 2.

Conformemente a quanto previsto dallo Statuto l’Associazione Latte Nobile Italiano (di seguito ALNI o Associazione) il presente disciplinare individua le caratteristiche del sistema foraggero (articolo 3), dell’alimentazione (articolo 4) e dei sistemi di allevamento (articolo 5) delle aziende che intendono avvalersi del marchio “Latte Nobile”. Esso definisce inoltre i criteri per l’identificazione, la tracciabilità e l’etichettatura dei prodotti (articolo 6), le procedure di controllo (articolo 7) e i criteri per le sanzioni da comminare in caso di inottemperanza (articolo 8).

Art. 2 Descrizione del prodotto

Il “Latte Nobile” è un latte prodotto da bovini, ovini, caprini, bufalini ed equini alimentati con foraggi freschi e/o conservati secchi (fieno) somministrati in percentuale minima del 70% della sostanza secca della razione giornaliera. Gli alimenti consentiti e vietati per la restante percentuale della razione sono indicati al successivo articolo 4.

Nel caso in cui la quota del 70% della sostanza secca sia coperta, almeno al 50%, attraverso il pascolamento di erba fresca con le caratteristiche di cui al successivo articolo 4 comma 1, il “Latte Nobile” può valersi della denominazione aggiuntiva “da pascolo” e può essere identificato con l’aggiunta in etichetta delle indicazioni e/o degli elementi grafici approvati dall’Assemblea dei Soci dell’Associazione su proposta del Consiglio Direttivo che potrà anche vagliare eventuali proposte da parte degli stessi Soci.

Il “Latte Nobile” vaccino si ottiene da capi con produzione media di stalla non superiore a 7000 kg per lattazione e deve avere un rapporto omega6/omega3, espresso come rapporto tra gli acidi grassi linoleico e α-linolenico (C18:2 c9c12 / C18:3 c9c12c15), inferiore a 4 durante tutto il periodo in cui il marchio sarà utilizzato dai singoli produttori.

Le caratteristiche del “Latte Nobile” ottenuto dalla mungitura di altre specie animali saranno definite successivamente e inserite nel presente regolamento modificato come previsto dallo Statuto dell’Associazione.

Il “Latte Nobile” può essere destinato alla vendita per il consumo diretto umano nelle forme previste dalla L. 169 del 3 maggio 1989 e s.m.i. Sono vietati i latti la cui composizione viene modificata con aggiunte di vitamine o acidi grassi.

Il “Latte Nobile” può altresì essere impiegato come materia prima per la realizzazione di prodotti derivati. In questo caso, per tali prodotti può essere impiegata la dicitura “prodotto con Latte Nobile”.

Art. 3 Caratteristiche del sistema foraggero aziendale

Il “Latte Nobile” è prodotto da animali alimentati per una quota minima del 70% della sostanza secca della razione giornaliera con foraggi freschi e/o conservati secchi (fieno) provenienti da colture foraggere polifite (prati, pascoli ed erbai). Pertanto, nel sistema foraggero aziendale, inteso come il complesso delle colture foraggere destinate all’alimentazione dei capi in lattazione, devono essere presenti esclusivamente una o più delle seguenti colture:

prati permanenti polifiti, a sfalcio prevalente, tali se con durata superiore a 10 anni;

prati avvicendati polifiti, a sfalcio prevalente, di durata da 2 a 10 anni, composti da non meno di 4 specie foraggere scelte per assicurare la presenza di tutte le specie, delle quali la meno abbondante costituisca almeno il 10% del totale della fitomassa secca prodotta;

erbai polifiti, a sfalcio prevalente, di durata tipicamente annuale, composti da non meno di 4 specie foraggere scelte per assicurare la presenza di tutte le specie, delle quali la meno abbondante costituisca almeno il 10% del totale della fitomassa secca prodotta;

pascoli permanenti polifiti, a utilizzazione pascoliva prevalente;

pascoli avvicendati polifiti, a utilizzazione pascoliva prevalente, composti da non meno di 4 specie foraggere scelte per assicurare la presenza di tutte le specie, delle quali la meno abbondante costituisca almeno il 10% del totale della fitomassa secca prodotta.

Le superfici prative e pascolive, sia permanenti, sia avvicendate polifite, devono costituire almeno il 50% del totale della superficie aziendale a colture foraggere. Le superfici a erbaio polifita devono pertanto costituire la restante parte. È però consentita, per ragioni climatiche, pedologiche e aziendali, un’incidenza massima del 20% sulla superficie foraggera aziendale di prati avvicendati monofiti o bifiti e/o di erbai bifiti

La concimazione minerale azotata dei prati non può superare la dose di 50 kg di azoto per ha, al fine di non squilibrare la vegetazione dei prati. L’apporto totale d’azoto (organico + minerale) non dovrà essere superiore a 120 kg di azoto per ha per consentire un sufficiente sviluppo delle leguminose. L’apporto di letame deve avvenire con prodotto maturo (8-12 mesi di maturazione in cumulo coperto con telo plastico traspirante); allo stesso modo, l’impiego dei liquami di stalla deve essere ridotto al minimo con prodotto molto diluito per non favorire lo sviluppo delle infestanti.

Oltre ai letami e ai liquami è autorizzato l’impiego esclusivamente di compost di residui verdi prodotti dall’azienda.

Nel caso dei pascoli la dose massima di azoto minerale non può superare i 30 kg di azoto per ha di superficie.

Le attività di pascolamento o sfalcio sono interdette per almeno 45 giorni dalla data di spargimento dei fertilizzanti organici e almeno 30 giorni dopo lo spargimento di quelli minerali.

Le aziende alle quali è concesso il marchio “Latte nobile” devono conservare il proprio sistema foraggero se già rispondente. Per le aziende non ancora rispondenti, l’impiego del marchio è autorizzato in seguito all’adeguamento del sistema foraggero indicato ai commi 1÷5, che dovrà avvenire entro 3 anni dalla richiesta.

Le aziende con sistema foraggero adeguato a quanto previsto nei precedenti commi possono, a seguito di autorizzazione del Consiglio Direttivo dell’Associazione, integrare le produzioni foraggere aziendali con foraggi di altre aziende preferibilmente limitrofe, dotati delle medesime caratteristiche vegetazionali di cui sopra. Per aziende limitrofe s’intendono aziende di ambiente similare a quello aziendale in termini di altitudine, latitudine, destinazione e tecniche produttive. Solo eccezionalmente e per motivati eventi, potrà essere autorizzata l’integrazione temporale con foraggi di aziende non limitrofe. Non è richiesta autorizzazione per i foraggi che non contribuiscono al 70% della sostanza secca della razione quotidiana come meglio specificato al successivo articolo 4.

Le risorse foraggere aziendali e non, se utilizzate per lo sfalcio e destinate alla conservazione, possono essere esclusivamente affienate o ventilate senza uso di falcia-condizionatrici; non è consentita la conservazione dei foraggi tramite insilamento.

Il carico aziendale di animali in lattazione non può essere superiore a 2 UBA/ha/anno. Per la determinazione della superficie foraggera e del numero di UBA da impiegare nel calcolo del carico sono considerati i dati annuali del fascicolo aziendale.

L’impianto di colture transgeniche è vietato su tutte le superfici dell’azienda destinate alla produzione di “Latte Nobile”. Questa interdizione s’intende estesa a tutte le colture destinate all’alimentazione degli animali dell’azienda.

La totalità degli appezzamenti aziendali e non, a qualunque titolo utilizzati, deve essere riportata su cartografia aziendale in scala 1/5000, con indicazione della destinazione produttiva, che deve essere annualmente aggiornata all’inizio della stagione colturale. La cartografia aziendale così prodotta costituisce il documento di base per la tracciabilità topografica dei prodotti.

Art. 4 Alimentazione degli animali

Sono autorizzati, per l’alimentazione degli animali da latte (vacche in lattazione, giovenche, vacche in asciutta), i foraggi provenienti dalle superfici aziendali e non di cui al precedente articolo 3, per una quota minima della razione alimentare quotidiana pari al 70% della sostanza secca ingerita. La razione foraggera deve contenere almeno 4 specie vegetali diverse. Inoltre, la qualità dei fieni deve essere tale da raggiungere, nei primi due anni di conversione al Latte Nobile, un punteggio di 60/100 alla valutazione qualitativa realizzata secondo la scheda di valutazione predisposta dal Comitato Scientifico. Dopo i due anni, il punteggio minimo sale a 70/100.

E’ consigliabile che il sistema di foraggiamento preveda un periodo di pascolamento il più lungo possibile nel rispetto del potenziale produttivo e delle condizioni climatiche nelle quali opera l’azienda. Nel caso in cui l’allevamento sia completamente stallino, l’azienda deve programmare e concordare con l’Associazione la conversione verso un modello semi-stallino.

Nel caso in cui l’azienda intenda valersi della denominazione aggiuntiva “da pascolo”, la quota del 70% della sostanza secca deve essere coperta almeno al 50% attraverso il pascolamento di erba fresca con le caratteristiche di cui al comma 1, ovvero metà della razione alimentare quotidiana deve comunque essere costituita da erba di pascolo. La denominazione aggiuntiva “da pascolo” può essere impiegata a partire dal quindicesimo giorno dall’inizio del periodo in cui la dieta è costituita almeno dal 50% di erba di pascolo e fino a quando la percentuale di erba nella razione scende sotto il 50%.

Il foraggiamento verde è consentito, purché siano rispettati i limiti del precedente comma 2, con foraggi ottenuti conformemente al sistema foraggero di cui all’articolo 3 e nel rispetto dell’articolo 5 sul benessere animale.

L’apporto di tutti gli alimenti complementari non deve superare il 30% della razione giornaliera complessiva valutata sul secco.

E’ ammessa l’integrazione con minerali entro il limite massimo del 2% della razione giornaliera complessiva valutata sul secco.

Per evitare rischi di contaminazione con alimenti o integratori non consentiti, sono consigliati la produzione in azienda o l’acquisto delle granelle intere e la successiva macinatura aziendale. Nel caso di acquisto di farine e anche di granaglie sarà necessario porre particolare attenzione al contenuto di micotossine.

Tutti gli insilati sono vietati.

Le aziende che allevano un altro gruppo di lattifere non produttrici di “Latte Nobile” si impegnano a mantenere tale gruppo totalmente separato dal gruppo “Latte Nobile”, sia in fase di alimentazione stallina, sia di mungitura. Nell’alimentazione di tale gruppo possono essere impiegati alimenti e integratori non consentiti nella produzione di “Latte Nobile”.

Per l’alimentazione di tutti i bovini presenti in azienda è vietato l’impiego di foraggi geneticamente modificati e di foraggi contaminabili da colture transgeniche.

Le aziende che hanno in concessione il marchio si impegnano contrattualmente a fornire agli animali alimenti idonei a rispettare i parametri di legge previsti per il latte in materia di contenuto di sostanze contaminati nocive alla salute umana e a non impiegare alimenti provenienti da colture transgeniche.

Il produttore che si converta alla produzione di “Latte Nobile” deve avere adeguato l’alimentazione degli animali a quanto previsto nel presente articolo al momento della richiesta di concessione del marchio. Dal momento dell’adeguamento del regime alimentare all’avvio della produzione di “Latte Nobile” devono trascorrere almeno due mesi.

Art. 5 Caratteristiche dei sistemi di allevamento

La produzione di “Latte Nobile” può essere ottenuta con tutte le razze e gli incroci purché siano rispettate le norme sull’alimentazione dell’articolo 4 e i livelli produttivi previsti dall’articolo 2. Il modello “Latte Nobile” intende comunque favorire l’allevamento di razze autoctone ben adattate al proprio areale di produzione.

Devono essere garantiti i livelli di benessere animale previsti dallo standard Welfare Quality®, in particolare:

carriera: deve essere garantita una carriera di almeno 4 lattazioni per almeno l’80% delle vacche in lattazione;

alimentazione:

la dieta deve essere formulata in modo tale da soddisfare i fabbisogni nutrizionali degli animali (il BCS deve essere compatibile con lo stadio fisiologico almeno nel 80% degli soggetti allevati);

il dimensionamento aziendale deve essere tale da evitare la competizione alimentare e la competizione per l’accesso all’acqua di bevanda (spazio alla mangiatoia pari a 60-70 cm/capo e/o numero di accessi superiore al numero di animali allevati);

i punti acqua devono essere funzionanti e puliti; il flusso d’acqua deve essere adeguato (>10 L/min per le tazzette e >20 L/min per le vasche di abbeverata);

stabulazione:

gli animali devono disporre di aree di riposo pulite e confortevoli, con presenza di lettiera. L’accessibilità all’area di riposo deve essere tale da non indurre conflittualità tra gli animali allevati. Il dimensionamento deve essere adeguato al fine di evitare collisioni con le strutture durante il decubito e/o il decubito parziale o totale all’esterno dell’area di riposo; deve altresì garantire adeguati tempi di decubito e ruminazione a tutti gli animali allevati;

gli animali devono essere allevati in condizioni di comfort termico (temperatura preferibilmente compresa tra -5 °C a 25°C, THI<72, buona qualità dell’aria e illuminazione adeguata);

a ciascun animale devono essere garantite libertà di movimento e attività fisica (prediligere la stabulazione libera e garantire giornalmente l’accesso a zone di pascolo o a paddock esterni);

salute:

le zoppie, valutate mediante Locomotion Score o Stall Lameness Score, non devono interessare più del 5% degli animali allevati; aree alopeciche, lesioni e tumefazioni ascrivibili alle strutture ed attrezzature di allevamento sono tollerabili su non più del 20% degli animali;

deve essere previsto un adeguato piano di prevenzione dalle malattie; in caso di malattia il trattamento deve essere tempestivo, per evitare sofferenze agli animali. La percentuale massima ammessa di animali con mastite clinica in un anno è del 10%; la media geometrica delle cellule somatiche del latte di massa non deve eccedere le 300.000 cellule/mL, altrimenti si rendono necessari controlli individuali;

è fatto divieto provocare dolore all’animale con pratiche zootecniche (quali per esempio l’utilizzo di pungoli elettrici, etc.);

comportamento:

gli animali devono essere liberi di esprimere il proprio repertorio comportamentale specie-specifico; le anomalie comportamentali non devono interessare più del 10% degli animali allevati. Gli animali non devono mostrarsi eccessivamente timorosi nei confronti dell’uomo.

Per la valutazione dei livelli di stress nelle bovine al momento i parametri analitici presi in considerazione sono quelli relativi allo stato metabolico (NEFA, BHB) e allo stress ossidativo.

Art.6 Identificazione, tracciabilità ed etichettatura dei prodotti

Il latte prodotto secondo il presente regolamento beneficia del marchio “Latte Nobile”.

A.N.FO.S.C. Associazione Nazionale Formaggi sotto il Cielo, proprietaria e licenziataria del marchio, ne concede l’uso ad ALNI, la quale è autorizzata a impiegarlo per i propri fini istituzionali e a sua volta ne concede l’uso ai propri Soci con delibera a maggioranza del Consiglio Direttivo.

Il marchio “Latte Nobile” dovrà essere apposto su ogni confezione venduta al pubblico in caratteri ben evidenti, insieme a una denominazione aggiuntiva che identifichi chiaramente il territorio e l’azienda o le aziende di origine. Le denominazioni aggiuntive sono autorizzate con delibera del Consiglio Direttivo e ratificate dall’Assemblea dei Soci.

Per permettere l’identificazione del “Latte Nobile” e la sua tracciabilità, il produttore e gli operatori che intervengono nei processi di produzione terranno registri di carico/scarico, anche avvalendosi di appositi strumenti informatici messi a disposizione dall’Associazione (per es. piattaforma di raccolta dei dati sui processi produttivi). I produttori e gli operatori metteranno a disposizione degli organismi controllori i documenti necessari al controllo dell’origine, della qualità e delle condizioni di produzione del latte.

L’etichetta deve inoltre contenere, oltre a tutti i dati previsti dalla normativa vigente, il logo “Latte Nobile” descritto al successivo comma 3 e la breve descrizione approvata dal Consiglio Direttivo delle caratteristiche del “Latte Nobile” e delle sue proprietà salutistiche. Ai sensi Regolamento (UE) n. 1169/2011 relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori, è obbligo del produttore aggiungere la ragione sociale della propria azienda, oltre al nome e all’indirizzo completo. Infine è facoltà del produttore aggiungere un codice a barre bidimensionale (QR Code), descritto nel successivo comma 4, che permetta di accedere a una serie di pagine informative sul prodotto e sull’azienda produttrice.

Il logo “Latte Nobile” ha le seguenti caratteristiche: una goccia bianca con sfumature azzurrine che contiene il disegno di un prato ricco di specie vegetali, il tutto racchiuso in un cerchio azzurro nel quale campeggia la scritta “Latte Nobile”.

Il QR Code è un codice a barre bidimensionale leggibile tramite dispositivi mobili dotati di fotocamera, connessione internet e apposito software. Il QR code è univoco per ciascuna azienda ed è fornito da ANFOSC alle aziende concessionarie del marchio.

È vietato ai soggetti componenti la filiera di fare qualsiasi uso del marchio “Latte Nobile” o comunque di denominazioni, modelli, brevetti, segni distintivi diversi da quelli autorizzati e forniti dall’Associazione.

Fatto salvo il divieto di utilizzare etichette e contrassegni non forniti dall’Associazione, ai Soci è consentito di valersi del nome dell’Associazione su stampati, materiale di propaganda e siti internet purché ne sia data comunicazione al Consiglio Direttivo.

È fatto espresso divieto ai Soci e a terzi di fare uso, depositare, far depositare, registrare, utilizzare in qualsiasi modo, sia in Italia che sia all’estero, denominazioni, marchi e/o altri segni distintivi, ivi compresi nomi a dominio, che possano in qualsiasi modo imitare, evocare, richiamare e comunque confondersi o recare confusione con i marchi, i segni distintivi, i nomi di cui l’Associazione è concessionaria, ovvero di usare denominazioni confondibili e comunque che in qualsiasi modo possano usurpare, imitare o evocare il marchio “Latte Nobile” o sfruttarne la reputazione, ovvero traduzioni, dialettismi, abbreviazioni, ecc. di questa denominazione.

Art. 7 Controlli

Per la tutela del marchio “Latte Nobile” il Consiglio Direttivo di ALNI, anche avvalendosi di propri delegati, effettuerà al minimo un controllo casuale e non concordato, annualmente e per ogni produttore e operatore al quale è stato concesso l’uso del marchio, per verificare il rispetto del presente regolamento. Il piano dei controlli è definito dal Consiglio Direttivo riunito in seduta ristretta con la sola presenza del Presidente, del Vicepresidente e del Segretario che si impegnano a mantenerlo riservato.

I controlli potranno riguardare, oltre al rispetto delle norme contenute nel presente disciplinare, il rispetto delle norme e dei regolamenti in tema di trasporto latte, trasformazione e distribuzione dei prodotti lattiero-caseari.

Per l’esecuzione dei controlli, le aziende si impegnano a rendere disponibile ad ALNI tutti gli elementi necessari per le verifiche in atto.

Al termine delle singole verifiche, l’Associazione provvede alla gestione dei dati e alla comunicazione degli esiti stessi alle aziende.

Qualora siano riscontrate irregolarità e difformità rispetto al presente regolamento, il Consiglio Direttivo delibererà le sanzioni nei confronti delle aziende inadempienti secondo il regime sanzionatorio di cui all’articolo 8.

Per quanto riguarda il prodotto, il Consiglio Direttivo provvederà, anche tramite suo delegato, al prelievo non concordato di campioni di “Latte Nobile” per la verifica delle caratteristiche chimico-nutrizionali di cui all’articolo 2. I campioni saranno inviati al Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali dell’Università Federico II di Napoli e le analisi riguarderanno il rapporto omega6/omega3, il rapporto Saturi/grassi totali, l’assenza di OGM.

Per quanto riguarda il sistema foraggero, la composizione vegetazionale dei prati e pascoli polifiti permanenti e avvicendati deve essere annualmente analizzata per verificare l’incidenza delle specie infestanti e la rispondenza al polifitismo richiesto all’articolo 3. I fieni saranno valutati dalla Commissione predisposta dall’Associazione, impiegando l’apposita scheda di valutazione, e saranno ritenuti ammissibili quelli che abbiano ottenuto alla valutazione qualitativa almeno 60/100 nei primi due anni di produzione di Latte Nobile e almeno 70/100 negli anni successivi.

In caso di alterazione dell’equilibrio vegetazionale dovranno essere intraprese azioni correttive (per es. utilizzazioni anticipate, fertilizzazioni correttive, trasemine, rottura del cotico e risemina del prato dopo la coltivazione per uno o due anni di una coltura rinettante), seguendo le indicazioni fornite dall’Associazione o da tecnici suoi delegati.

Per quanto riguarda l’alimentazione delle bovine, il Consiglio Direttivo provvederà, anche tramite suo delegato, alla verifica non concordata dei foraggi, delle materie prime e dei mangimi impiegati di cui all’articolo 4. In sede di controllo il personale incaricato delle verifiche potrà richiedere, a sua discrezione, l’effettuazione di alcune analisi chimico-bromatologiche su campioni di foraggio.

Per quanto riguarda il benessere animale, l’Associazione provvederà, anche tramite suo delegato, alla verifica dell’applicazione della normativa vigente e della rispondenza ai criteri di cui all’articolo 5.

Art. 8 Sanzioni

Qualora le analisi chimico-nutrizionali sul “Latte Nobile” forniscano risultati non conformi a quanto indicato nell’articolo 2, l’Associazione provvederà a comunicare i risultati al produttore/operatore, alla sospensione della concessione del marchio e alla ripetizione delle analisi. La sospensione decorre dalla data della comunicazione da parte dell’Associazione e sarà revocata non appena ristabiliti i requisiti previsti dal presente regolamento. In caso di conferma dei risultati non conformi, si procederà a quanto definito nei commi successivi.

Qualora la non conformità riguardi i parametri igienico-sanitari di legge, il produttore/operatore dovrà gestire la non conformità secondo quanto previsto dal Piano di Autocontrollo aziendale. Il produttore/operatore è inoltre tenuto al ritiro/richiamo del lotto di “Latte Nobile” non conforme, secondo quanto previsto dal Reg. 178/04 e a comunicare i risultati analitici all’autorità competente (ASL).

Qualora la non conformità riguardi i parametri relativi al sistema foraggero, all’alimentazione e al benessere animale, al sistema di trasporto, di lavorazione e distribuzione, l’Associazione provvederà a comunicare i risultati al produttore/operatore e alla sospensione della concessione del marchio. In seguito alla comunicazione di sospensione del marchio, il produttore dovrà rientrare nei parametri relativi entro 6 mesi, salvo ulteriore proroga concessa dall’Associazione. La concessione dell’utilizzo del marchio “Latte Nobile” sarà rispristinata non appena l’operatore avrà rimosso le cause di non conformità normativa.

Nel caso di reiterazione delle non conformità che hanno determinato la sospensione, il Consiglio Direttivo delibera la revoca della concessione del marchio.

In caso di controversie in materia di sospensione e revoca, si ricorrerà al tentativo di conciliazione previsto dal Servizio di conciliazione della competente Camera Arbitrale. In caso di fallimento del tentativo di conciliazione, si ricorrerà al relativo foro competente.