LATTE NOBILE: NOBILE PER ORIGINE

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mucca e bicchiere

Proseguiamo da tre….

di Adriano Gallevi
Adriano Gallevi

Dopo il “borbonico” latte nobile campano (cioè il Latte Nobile dell’Appennino Campano), capostipite della casata dei Latte Nobile, dopo il “savoiardo” Latte Nobile della sig.ra Masera in quel di Villa Stellone TO, è nato il “papalino” Latte Nobile dell’Azienda Colagiacomo in quel di Segni  (Fr).Testimoni del battesimo, oltre ai soliti noti dell’Anfosc, il prof. Infascelli, dell’Università di Napoli, il dr Antonio Fagiolo, Direttore dell’Istituto zooprofilattico di Frosinone e Latina. (i 3 nella foto).

Le levatrici Rubino,Fagiolo, InfascelliL’infante, è venuto alla luce dopo alcuni mesi di prove di alimentazione /produzione/sanità del bestiame, condotte dal prof. Infascelli e dalle dr.sse Calabrò e Princigalli, coadiuvate dal dr. Fagiolo, su un gruppo di 40 bovine Frisone, 20 alimentate con il sistema tradizionale mangimi-silos e 20 con il metodo previsto dal disciplinare Latte Nobile (70% fieni ed erbe polifite) nell’azienda del dr. Colagiacomo che alleva circa 200 frisone e che gestisce un impianto d’imbottigliamento aziendale. La commercializzazione avviene parte nel frusinate e parte su Roma tramite Eataly. L’azienda produce e commercializza anche gelati e panna.

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Solo il Latte Nobile può salvare i piccoli allevamenti

di Roberto Rubino Presidente Anfosc

Il settore lattiero-caseario è in crisi per un eccesso di produzione di latte a livello mondiale. I produttori, nella speranza di “galleggiare “fra i flutti, adottano tecniche per abbassare i costi perché convinti che la concorrenza si può battere solo sul terreno dei prezzi. Ma in questo modo la qualità si abbassa sempre più ed i consumatori non possono scegliere un latte di qualità superiore. L’idea del Latte Nobile nasce dalla considerazione che esiste un consumatore che desidera bere un latte di maggiore qualità.

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Fienile

POKER

By on 30 settembre 2014

di Adriano Gallevi

L'azienda produttrice di Monacilioni

Dopo il Latte Nobile “papalino” di Colagiacomo e dopo la mozzarella “borbonica” dell’allevamento Parisini, di cui abbiamo già dato notizia su questo sito, la Comunità del Latte Nobile ha calato il suo poker con due assi pescati, dopo un gran lavoro di squadra, in Molise.

 Il primo ha una storia tutta particolare poichè si riferisce ad un allevatore di Cremona (CR) con un allevamento sito nell’Appennino modenese il quale, per problemi urbanistici e non di rimuneratività dell’allevamento nella zona del Parmigiano Reggiano, decide di andare controcorrente e con un progetto chiaro in mente di trasferire l’attività in Molise rilevando un’azienda zootecnica chiusa in agro di Monacilioni (CB). Ragazzo attento e curioso, navigando in Internet visita il nostro sito e subito recepisce il messaggio che Anfosc intende far arrivare agli allevatori che si interrogano sul futuro zootecnico. Telefonate in sede per ulteriori ragguagli, risposte che fugano in parte le sue perplessità, visita aziendale da parte di uno dei “soliti noti”, maggior convincimento, incontri con la parte commerciale della Comunità del LN e finalmente, a fine settimana, la firma dell’accordo su un tavolino di un anonimo bar di Campobasso, in mezzo ad un trafficio infernale e brindisi con acqua minerale.

Se, come si vede,  alla forma non siamo soliti a guardarci molto (a meno che essa non sia anche sostanza), ai contenuti degli accordi prestiamo invece molta attenzione. Infatti, l’azienda, che alleva vacche di razza Jersey e Frisone, imposterà da subito l’alimentazione prevista dal disciplinare (70% erbe e fieni di molte erbe); quando Anfosc, a seguito di analisi del latte, riterrà che esso abbia raggiunto i valori previsti sia per quanto riguarda il rapporto omega6/omega3 e sia per il GPA (grado di protezione antiossidante), rilascerà il certificato di Produttore di LN; a questo punto l’allevatore chiederà alla SILN, che gestisce il nome ed il marchio Latte Nobile, d’intervenire nella valorizzazione commerciale del suo LN il quale, peraltro, è già stato opzionato dalla La Compagnia della Qualità che, appunto, ha firmato il contratto sotto la vigilanza del solito noto.  (vedi foto)

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caseificio golino

La “Terra dei fuochi” si tinge di bianco

By on 27 settembre 2014

di Adriano Gallevi Un cocktail, analcolico, prezioso, ha fatto si che nascesse a Pignataro Maggiore CE la prima mozzarella “nobile” fatta cioè con latte bufalino Nobile. Un’azienda lungimirante, che da sempre ha fatto della qualità della materia prima e del

Salone del Gusto 26 ottobre 2014 – Latte Nobile c’è!

By on 24 settembre 2014

Il nuovo nato

Proseguiamo da tre …

By on 20 settembre 2014

di Adriano Gallevi Dopo il “borbonico” latte nobile campano (cioè il Latte Nobile dell’Appennino Campano), capostipite della casata dei Latte Nobile, dopo il “savoiardo” Latte Nobile della sig.ra Masera in quel di Villa Stellone TO, è nato il “papalino” Latte