OGM e Infascelli – di Roberto Rubino

OGM e Infascelli. Persino il Tar si è accorto che non c’era nessun imbroglio. Anzi, sono stati i suoi giudici a
imbrogliare le carte!

cornfield-195642_640Si avvicinava il Natale del 2015. L’aria era di festa, ma non per tutti. Il gruppo di ricerca di Infascelli,
professore di Alimentazione animale all’Università Federico II di Napoli, viene accusato, nientedimeno dalla
senatrice Cattaneo, di aver falsificato la ricerca sugli OGM. Naturalmente partì subito la caccia alle streghe,
tutti presero le distanze da Infascelli. Persino fra i miei amici qualcuno mi chiese di escludere Federico e
Serena Calabrò dal Comitato scientifico del Latte Nobile. Non mi ci volle molto per capire che l’italietta alle
vongole di Ennio Flaiano era scesa di nuovo in campo. La Cattaneo accusava sostanzialmente i ricercatori
napoletani di due cose: aver falsificato le prove che dimostravano la presenza di frammenti di soia OGM
negli organi dei capretti che avevano mangiato la soia OGM e, soprattutto, che il protocollo sperimentale
era sbagliato.

La prova era stata effettuata mettendo a confronto due tipi di soia, uno OGM e uno normale,
naturalmente di origine diversa. La Cattaneo pretendeva che i due tipi di soia dovessero essere della stessa
varietà e che fossero coltivati nello stesso campo, perché altrimenti, secondo questi illustri scienziati, la
relazione fra causa ed effetto poteva essere inficiata dalla diversa natura di soia e non poteva essere
attribuita alla sola variante OGM. Sgombriamo il campo dal primo appunto, la falsificazione delle foto.

Questi ricercatori avevano pubblicato 6 lavori su riviste internazionali e la dimostrazione dell’effetto degli OGM è presente in tutti. A prescindere dalle foto. E poi, chi accusava i ricercatori era lo stesso che aveva il brevetto dello strumento utilizzato, a loro dire, per individuare la suddetta falsificazione. Bella pubblicità gratuita.
Torniamo alla sostanza. I due tipi di soia dovevano essere coltivati nello stesso campo. Che è come dire che
Newton (so che non è così ma è per semplificare), quando ha visto la mela cadere dall’albero ed ha capito
il fenomeno della gravità, non doveva elaborare la regola scrivendo: “due corpi di massa M1 e M2 si
attirano con una forza……”, bensì: una mela che cade nello stesso posto dove era Newton viene attirata
con una forza…..”.In pratica, il risultato è valido solo nel posto dove viene effettuata la ricerca.

Che è l’esatto contrario del principio fondamentale di chi fa questo lavoro: il risultato ci serve per definire la regola che poi deve valere dappertutto, almeno sulla Terra. Quindi, non ci voleva molto per capire che era tutta una montatura. Non a caso, il Tar di Napoli, il 5 maggio, ha assolto Infascelli ed ha imposto all’Università di pagare anche le spese processuali. Lo so, di questi tempi i Tar non sono particolarmente famosi ma, come ho appena scritto, non ci voleva una laurea in genetica per sentire puzza di bruciato. La cosa sorprendente, anche per me che non ho conoscenze di diritto, è che la sentenza entra nel merito anche scientifico e arriva a smontare pezzo per pezzo il castello costruito dall’accusa.

Non possiamo non chiederci: perché tutto questo? Molti hanno pensato alla lobby delle ditte sementiere. Gli OGM sono un grande business, gli interessi in campo sono enormi, e lo sono sia per gli industriali del settore e sia per il mondo della ricerca. In un periodo in cui i ricercatori stentano a trovare fondi per fare il proprio lavoro, i genetisti sono sulla cresta dell’onda, i finanziamenti sono enormi. L’agricoltura è in crisi, i genetisti promettono miracoli, il sistema è a corto di idee, come non credere a chi ti fa immaginare un mondo senza problemi, in cui tutto troverà una soluzione, basta solo manipolare ad arte il patrimonio genetico di piante e animali?

Ecco, secondo me Infascelli e il suo gruppo sono stati vittime della lobby dei genetisti, una lobby oggi molto potente e che, soprattutto in campo animale, domina l’intero settore. Un’ultima cosa vorrei aggiungere. Ogni organismo è costituito da migliaia di molecole in perfetto equilibrio tra di loro. Tutte queste molecole sono codificate da uno o più geni. Se noi, con la selezione, modifichiamo la frequenza di uno solo o di pochi geni, oltre ad aumentare la presenza di quella particolare molecola non finiamo per spostare l’equilibrio dell’organismo? MI spiego meglio. Oggi i genetisti vogliono aumentare il contenuto di omega 3 nel latte attraverso la selezione. Ma questo acido grasso è insaturo e si ossida facilmente.

In un latte equilibrato, il livello di omega3 è bilanciato dalla presenza di un’adeguata quantità di tocoferoli e di beta-carotene, gli antiossidanti del latte. Ora, se noi alziamo artatamente il contenuto di omega3 nel latte si creerà uno squilibrio con gli antiossidanti con conseguenze facilmente immaginabili. E’ vero che la natura tende a riequilibrare gli organismi, ma purtroppo il miglioramento genetico corre più veloce della natura. Non a caso gli alimenti sono squilibrati. Quindi, a prescindere se parliamo di OGM o meno, lo stesso miglioramento genetico, il solo fatto cioè che si punta su uno o qualche carattere, si crea uno squilibrio nell’ organismo animale e vegetale. E di esempi ne potremmo fare molti. Ma questa è un’altra storia.

Per adesso prendiamo atto che il gruppo di Infascelli ha fatto il proprio dovere e che gli OGM li dobbiamo guardare con sospetto. Fino a prova contraria.

Roberto Rubino 

Presidente ANFOSC